La produzione vinicola piemontese: vini rossi

La produzione vinicola piemontese vanta una tradizione ultracentenaria e una gamma particolarmente ampia di vini. Dal rosso al bianco, passando per il rosè e lo spumantino, l’oro del Piemonte nel corso del tempo è diventato famoso in tutto il mondo per la sua varietà oltre che per la qualità testimoniata dalle numerose denominazioni DOC e DOCG.

I vini rossi

La produzione piemontese di vino rosso è particolarmente ampia. Molti vini rossi prodotti in Piemonte sono diventati famosi in tutto il mondo. Fra questi Il Barbera, il Nebbiolo e il Barbaresco. Ma questi sono solo alcuni dei grandi nomi del vino rosso piemontese. Il Dolcetto, ad esempio, è un altro rosso piemontese particolarmente apprezzato anche all’estero. In Piemonte si producono fino a sette tipologie diverse di questo vino che hanno contribuito a farne crescere il prestigio. Un vino più ricercato – anche per via della sua produzione limitata – è quello prodotto ai confini con la valle d’Aosta: il Carema. Si tratta di un vino corposo dal sapore molto forte ideale per essere bevuto in qualsiasi occasione. Meno noto al pubblico, invece, è il vino prodotto alle porte di Belluno come il Lessona. Questo vino, esige una lavorazione particolarmente lunga (circa due anni di invecchiamento) e si sposa perfettamente con la tipica cucina piemontese. Il suo sapore forte, infatti, è l’ideale per assorbire le carni bovine o le grattuggiate di tartufo sulla pasta.

Un rosso nobile: Grattinara

Un discorso a parte merita il Grattinara. Questo vino, infatti, oltre ad essere famoso almeno quanto il Barolo, ha origini molto antiche. Alcune testimonianze, infatti, farebbero risalire le prime piantagioni di queste viti al XIII; altre; invece, lo vedrebbero appartenere addirittura al II secolo a.C. Una lunga storia che – come accade per molti altri vini piemontesi – spiega anche la straordinaria qualità di questo vino. Un gusto forte mescolato ad un colore dolce che fa del Grattinara un vino amato dalla classe nobile. Secondo la trazione, infatti, anche un collaboratore di Carlo V apprezzò la qualità di questo vino tanto da incitare il popolo alla sua coltivazione.

Illustrazione: Piotr Sikora – Fotolia

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