La qualità dei ‘bianchi’ made in Piemonte

Tradizionalmente, la produzione vinicola piemontese è famosa in tutto il mondo per la produzione dei rossi. Meno noti – ma non per questo meno buoni – sono, invece, i vini bianchi prodotti in questa regione. Come nel caso della produzione dei rossi, anche per quanto riguarda i bianchi gli enologi hanno puntato più sulla qualità che sulla quantità dei loro prodotti.

I vini bianchi

Fra i vini bianchi piemontesi il più noto, probabilmente, è il Cortese di Gavi. Si tratta di un vino nato recentemente con il preciso obiettivo di soddisfare l’esigente clientela della riviera ligure, desiderosa di sorseggiare, soprattutto nei periodi estivi, qualcosa di fresco e facilmente adattabile alla pesca locale. Si tratta di un vino particolarmente gradevole e non molto pesante, che nell’ultimo decennio, è stato anche prodotto come spumantino. Un vino bianco poco conosciuto, invece, è l’Erbaluce di Caluso: un bianco dal colore giallo forte e dal gusto altrettanto inteso che, proprio per via di queste caratteristiche, si adatta molto bene ai pasti tipici della cucina piemontese.

La storia nobile dello Chardonnay

Un discorso a parte va fatto per lo Chardonnay Lange, che rappresenta uno dei primi esperimenti di produzione ‘bianca’ delle viti piemontesi. Le prime viti dello Chardonnay, infatti, furono piantate al XVIII e le prime raccolte ottennero l’approvazione della classe nobiliare piemontese. Non molti sono a conoscenza che proprio dalle viti dello Chardonnay, viene fuori la produzione di uno degli spumanti più bevuti in Italia: il Gancia. Questo bianco non è molto pesante come si evince anche dalla sua colorazione giallina, tendente quasi al bianco. Si tratta di un vino fresco, leggero, quasi spumeggiante che oramai viene venuto tutti i giorni dal momento che si accompagna sia a piatti ricercati, o comunque pesanti (come quelli piemontesi), sia a pietanze più marinare.

Immagine: Pixelspieler – Fotolia

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