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	<title>Alto Piemonte</title>
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	<description>Enogastronomia, cultura e itinerari piemontesi</description>
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		<title>Le grappe piemontesi</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 13:02:18 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Prodotti tipici]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="207" src="http://www.alto-piemonte.it/wp-content/uploads/2011/11/Grappa-300x207.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Prodotti locali" title="Le grappe piemontesi" /></p>In un territorio così fortemente vocato nei confronti della viticoltura come quello dell’Alto Piemonte, non stupisce la sua grande varietà di grappe e distillati. Qui infatti, utilizzando i residui della vinificazione, si ottengono prodotti dalle eccellenti caratteristiche organolettiche che vengono esportati in tutto il mondo. Come avviene la produzione della grappa La grappa viene prodotta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="207" src="http://www.alto-piemonte.it/wp-content/uploads/2011/11/Grappa-300x207.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Prodotti locali" title="Le grappe piemontesi" /></p><p><strong>In un territorio così fortemente vocato nei confronti della viticoltura come quello dell’Alto Piemonte, non stupisce la sua grande varietà di grappe e distillati. Qui infatti, utilizzando i residui della vinificazione, si ottengono prodotti dalle eccellenti caratteristiche organolettiche che vengono esportati in tutto il mondo.</strong></p>
<h2>Come avviene la produzione della grappa</h2>
<p>La grappa viene prodotta a partire dalla fermentazione delle vinacce, ovvero dai residui che rimangono in seguito alla vinificazione e che sono rappresentati da bucce e vinaccioli (ovvero i “semini” che si trovano all’interno degli acini). Le vinacce vengono sottoposte ad un processo di distillazione che porterà ad ottenere un liquido di colore trasparente, che tende sempre più al giallo quando la grappa viene sottoposta ad affinamento in botti di legno. La gradazione alcolica del distillato può variare dai 35° ai 60°, anche se nella maggior parte dei casi la grappa viene commercializzata ad una gradazione intermedia, intorno ai 40°C circa.  A tutela della produzione piemontese è l’Istituto Grappa Piemonte, fondato nel 1993 e che riunisce distillatori, imbottigliatori e aziende produttive del settore. </p>
<h2>Le diverse tipologie di grappa piemontese</h2>
<p>Ad influenzare profondamente il carattere, il gusto e i profumi della grappa è il vitigno di partenza: una grappa ottenuta da Nebbiolo sarà diversa da una di Barbera, e così via. In particolare, le grappe “Aromatiche” derivano da uve – appunto – aromatiche come ad esempio Gewürztraminer o Moscato. Esistono inoltre grappe di tipo “Monovitigno” che vengono ottenute da uve di una singola cultivar, che differiscono perciò dalle “Grappe Miste”. Nell’Alto Piemonte è possibile trovare diverse tipologie di grappa a seconda del grado di affinamento cui vengono sottoposte. Ad esempio vi sono grappe “Bianche” o “Giovani” che vengono imbottigliate subito dopo la produzione, e grappe “Invecchiate” che invece vengono sottoposte ad una maturazione di almeno 12 mesi in botti di legno. Ancor più pregiate sono le grappe “Stravecchie” o di tipo “Riserva Invecchiata”, il cui affinamento minimo è di 18 mesi. Oltre a queste tipologie si distinguono grappe “Aromatizzate” che vengono addizionate di ingredienti naturali come ad esempio erbe digestive (ruta, ginepro…), frutti (es. mirtilli, pesca, lampone, mela…) oppure ancora radici (liquirizia).</p>
<p>Foto: denismart &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Il tartufo piemontese</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 12:58:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="207" src="http://www.alto-piemonte.it/wp-content/uploads/2012/02/Tartufo-300x207.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Specialità torinesi" title="Il tartufo piemontese" /></p>Il tartufo bianco del Piemonte è da secoli una delle specialità più prelibate di questo territorio. Apprezzato sin dall’epoca dei Romani, il tartufo acquistò tuttavia una fama a livello mondiale solo nel Novecento. La tradizione della raccolta e dell’impiego del tartufo in cucina sono ancor oggi un fattore importante per le economie locali ed il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="207" src="http://www.alto-piemonte.it/wp-content/uploads/2012/02/Tartufo-300x207.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Specialità torinesi" title="Il tartufo piemontese" /></p><p><strong>Il tartufo bianco del Piemonte è da secoli una delle specialità più prelibate di questo territorio. Apprezzato sin dall’epoca dei Romani, il tartufo acquistò tuttavia una fama a livello mondiale solo nel Novecento. La tradizione della raccolta e dell’impiego del tartufo in cucina sono ancor oggi un fattore importante per le economie locali ed il turismo.</strong></p>
<h2>Identikit del tartufo bianco del Piemonte</h2>
<p>Il tartufo è un fungo ipogeo, ovvero sotterraneo, appartenente alla famiglia delle Tuberacee. La crescita del tartufo è strettamente legata alla presenza delle radici di alcune specie arboree, con le quali il fungo stabilisce un rapporto di simbiosi.  Il tartufo è noto sin dall’antichità: presso i Greci era conosciuto come Hydnon, dal quale deriva il nome della scienza che studia i tartufi, l’idnologia appunto. I Romani invece lo chiamavano Tuber, termine che deriva dal verbo tumere che significa “gonfiare” e identifica chiaramente la particolare forma del corpo fruttifero.  Il tartufo bianco del Piemonte (il cui nome scientifico è Tuber magnatum pico) è considerato in assoluto la varietà più pregiata esistente. Esso è conosciuto anche con i nomi comuni di Tartufo d’Alba e Tartufo del Monferrato. Il suo aspetto esterno è bitorzoluto e liscio, e la sua colorazione è biancastra con tendenze al giallo o al grigio verdastro. All’interno si trova una gleba (ovvero la “polpa”) che va dal rosato tenue al nocciola, intramezzata da venature sinuose di colore bianco. </p>
<h2>La raccolta del tartufo</h2>
<p>I luoghi ideali per la ricerca del tartufo sono le zone collinari e soprattutto i fondovalle, sufficientemente umidi e con terreno argilloso-calcareo. Le piante con le quali il tartufo si trova più spesso in simbiosi sono il rovere, il nocciolo, la roverella, il tiglio, il pioppo nero o bianco, il vimine e la quercia. Dal momento che i tartufi crescono sottoterra, è indispensabile l’aiuto dei cani che, con il loro olfatto fino, riescono ad individuare la presenza dei preziosi tuberi.  Il primato per il tartufo più grande mai dissotterrato in assoluto è imbattuto dagli anni ‘50. Nel 1954 venne raccolto un esemplare record del peso di ben 2.5 chilogrammi che venne donato, come segno di amicizia, al presidente degli Stati Uniti Henry Truman. </p>
<p>Foto: lamax &#8211; Fotolia</p>
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		<title>I vini dolci piemontesi</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 10:03:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.alto-piemonte.it/wp-content/uploads/2012/02/Vini-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Vinicoltura" title="Vini dolci" /></p>Da sempre la terra piemontese è sinonimo di buona tavola e soprattutto di eccellenti vini da tavola. Fra un Barolo e un Nebbiolo, un Barbera e un Barbaresco, non sfigurano certo ottimi vini da dessert come Brachetto d’Acqui, Moscato d’Asti, Malvasia ed altri ancora. I vini bianchi da dessert Il vino dolce piemontese senz’altro più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.alto-piemonte.it/wp-content/uploads/2012/02/Vini-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Vinicoltura" title="Vini dolci" /></p><p><strong>Da sempre la terra piemontese è sinonimo di buona tavola e soprattutto di eccellenti vini da tavola. Fra un Barolo e un Nebbiolo, un Barbera e un Barbaresco, non sfigurano certo ottimi vini da dessert come Brachetto d’Acqui, Moscato d’Asti, Malvasia ed altri ancora.</strong></p>
<h2>I vini bianchi da dessert</h2>
<p>Il vino dolce piemontese senz’altro più famoso è il Moscato d’Asti DOC (Denominazione di Origine Controllata), che viene prodotto sin dal XIV secolo nella zona di Canelli ed è apprezzato per il profumo intenso ed il sapore armonico, dolce ed aromatico.<br />
Lo spumante Asti DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) è conosciuto in tutto il mondo e in assoluto è il più esportato dei vini italiani. Questo vino da dessert viene prodotto a partire da uve “Moscato Bianco” e si presenta con un colore giallo paglierino talvolta con riflessi tendenti al verde; la sua gradazione alcolica in genere oscilla fra 7 e 9 gradi.<br />
Relativamente poco conosciuto è il Passito di Caluso DOC, un vino dolce molto aromatico che prima di essere messo in commercio deve invecchiare per un periodo di almeno quattro anni e rappresenta un’eccezione ai vini bianchi che, solitamente, vanno consumati giovani. Anche il Loazzolo DOC è un vino passito bianco, ottenuto esclusivamente da uve coltivate nell’omonimo comune in provincia di Asti. </p>
<h2>I vini rossi da dessert</h2>
<p>Fra i vini rossi dolci spicca il Brachetto d’Acqui, primo fra i vini italiani di questa categoria ad essere insignito della prestigiosa denominazione DOCG. Il Brachetto si presenta con un colore rosso rubino intenso, talvolta con riflessi dorati; la sua gradazione alcolica si aggira intorno agli 11.5 gradi ed il suo aroma è delicato.<br />
Anche le malvasie rosse piemontesi godono di un’ottima popolarità per via del loro sapore dolce ed aromatico. Le due principali tipologie sono la Malvasia di Castelnuovo Don Bosco e la Malvasia di Casorzo, entrambe DOC. La prima, prodotta a partire da uve della varietà “Malvasia di Schierano” e “Fresia” presenta un bel colore rosso ciliegia, mentre la Malvasia di Casorzo, prodotta da vitigni “Malvasia” con aggiunte di uve da vitigni tradizionali, presenta un colore rosso rubino.</p>
<p>Foto: Roman Sigaev &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Famose enoteche piemontesi</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 09:54:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="213" src="http://www.alto-piemonte.it/wp-content/uploads/2012/02/Enoteche-300x213.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Enoteche" title="Vini" /></p>Il Piemonte è conosciuto per essere la terra del buon vino, e in questa regione sono numerose le enoteche nelle quali degustare le eccellenze della produzione vinicola regionale. Alcune di esse fanno parte del sistema delle enoteche pubbliche, diffuse sul territorio nazionale e facenti parte dell’Associazione Italiana delle Enoteche. Le enoteche pubbliche piemontesi In Piemonte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="213" src="http://www.alto-piemonte.it/wp-content/uploads/2012/02/Enoteche-300x213.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Enoteche" title="Vini" /></p><p><strong>Il Piemonte è conosciuto per essere la terra del buon vino, e in questa regione sono numerose le enoteche nelle quali degustare le eccellenze della produzione vinicola regionale. Alcune di esse fanno parte del sistema delle enoteche pubbliche, diffuse sul territorio nazionale e facenti parte dell’Associazione Italiana delle Enoteche.</strong></p>
<h2>Le enoteche pubbliche piemontesi</h2>
<p>In Piemonte si possono contare ben 10 enoteche pubbliche, e più precisamente: Enoteca Regionale del Barolo, Bottega del Grignolino, Cantina dei Vini, Enoteca del Barbera, Bottega del Vino “Brachetteria”, Bottega del Vino di Castagnole Lanze, Enoteca Regionale della Serra, Enoteca Regionale Colline del Moscato, Enoteca Regionale del Monferrato, Bottega del Vino Dolcetto e Bottega del Vino. Queste enoteche rappresentano il luogo ideale per chi vuole approfondire le proprie conoscenze riguardo al mondo del vino e della viticoltura, dal momento che il loro principale obiettivo è la promozione della cultura enologica. Presso le enoteche è possibile degustare ed acquistare i vini del territorio. Fondamentale è l’aspetto legato alla comunicazione informativa, che intende sensibilizzare il consumatore sulle caratteristiche e sulla storia dei vini prodotti e del territorio circostante. Oltre che per il consumatore o il semplice curioso, le enoteche rappresentano inoltre un punto di riferimento per gli operatori del settore del turismo enogastronomico. </p>
<h2>Le attività delle enoteche piemontesi</h2>
<p>Le enoteche presenti sul territorio piemontese agiscono in sinergia con i viticoltori e con tutta la filiera produttiva. Molte sono le iniziative volte a promuovere la cultura del vino e che prevedono incontri informativi, dibattiti, esposizioni, approfondimenti enologici e convegni, ma anche serate a tema, degustazioni e momenti conviviali. Alcune di queste enoteche infatti, oltre alla classica cantina, presentano un punto di ristoro annesso (ristorante o trattoria) dove il cliente può vivere un’esperienza enogastronomica a 360° apprezzando gli ottimi vini del territorio in accostamento ai piatti della cucina tipica. Dal momento che il vino e la grappa sono legati a doppio filo, non stupisce che in alcune enoteche piemontesi vi sia una grande attenzione anche a questo prodotto tipico. È questo il caso, ad esempio, dell’enoteca Cavour che ospita non solo una eccellente raccolta di vini, ma anche di grappe piemontesi.</p>
<p>Foto: jirkab &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Vitigni in Piemonte</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 09:50:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.alto-piemonte.it/wp-content/uploads/2012/02/Vitigno-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Vitigni" title="Grappolo d&#039;uva" /></p>Il Piemonte è una delle regioni d’Italia dove la viticoltura raggiunge livelli di assoluta eccellenza, al punto che i suoi vini sono esportati in tutto il mondo. Oltre alla indiscussa maestria dei vinificatori il grande merito va anche a chi, nei secoli, ha selezionato le migliori varietà di uve destinate alla produzione dei capolavori piemontesi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.alto-piemonte.it/wp-content/uploads/2012/02/Vitigno-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Vitigni" title="Grappolo d&#039;uva" /></p><p><strong>Il Piemonte è una delle regioni d’Italia dove la viticoltura raggiunge livelli di assoluta eccellenza, al punto che i suoi vini sono esportati in tutto il mondo. Oltre alla indiscussa maestria dei vinificatori il grande merito va anche a chi, nei secoli, ha selezionato le migliori varietà di uve destinate alla produzione dei capolavori piemontesi.</strong></p>
<h2>I vitigni piemontesi a bacca bianca</h2>
<p>Fra i vitigni a bacca bianca originari del Piemonte il Moscato è senza ombra di dubbio il più famoso e probabilmente il più antico, dal momento che viene coltivato sin dall’epoca romana e che giunse in Piemonte portato dalla Grecia. Coltivato in tutta la regione, dove rappresenta il vitigno più abbondante, il Moscato produce uve aromatiche che ben si prestano per spumanti e passiti.<br />
Molto diffuso è lo Chardonnay, spesso erroneamente confuso con il Pinot Bianco, che dà vini ideali anche ad essere invecchiati. Anche l’Erbaluce è un vitigno molto antico, che i romani chiamavano “Alba lux” e che viene impiegato per la produzione di molti tipi di vino: vini frizzanti leggeri, spumanti secchi ed ottimi passiti.<br />
Fra gli altri vitigni originari del Piemonte vi sono Cortese, Arneis e Favorita; quest’ultimo viene utilizzato per la produzione di vini bianchi dal sapore intenso e dalla buona frizzantezza. </p>
<h2>I vitigni piemontesi a bacca rossa</h2>
<p>Il Barbera è il vitigno a bacca rossa maggiormente coltivato in Piemonte, e le uve che produce possono essere impiegate per ottenere diversi tipi di vino, sia leggeri e novelli che corposi e da invecchiamento. Il Brachetto è un vitigno dalle uve molto aromatiche che già veniva apprezzato in epoca romana; i vini prodotti presentano intense note floreali, e possono essere sia frizzanti che spumanti. Ottimi sono anche i passiti. Coltivato sin dall’epoca medievale, il Nebbiolo è presente sul territorio piemontese con diverse sottovarietà (Michet, Lampia, Rosè…) e viene impiegato per produrre vini aromatici, con note fruttate e speziate, dal buon corpo ma dalla moderata tannicità.<br />
Il Grignolino è un vitigno coltivato nelle di provincie Alessandria, Asti e Cuneo che produce vini abbastanza tannici; altre cultivar tipicamente piemontesi sono Dolcetto, Croatina, Bonarda Novarese, Vespolina, Freisa, Pelaverga e Ruchè.</p>
<p>Foto: AndreaOiser &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Voli dal capoluogo piemontese alla capitale spagnola per una vacanza low-cost</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Aug 2011 08:28:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="201" src="http://www.alto-piemonte.it/wp-content/uploads/2012/02/Madrid-300x201.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Madrid" title="Edificio Metropolis" /></p>Madrid è una delle capitali europee in assoluto più ricche di fascino, e sono milioni i turisti che decidono di trascorrere in questa meravigliosa città le proprie vacanze o anche brevi soggiorni. Oltre ai tradizionali hotel, tra le soluzioni più apprezzate per la sistemazione si trovano anche appartamenti, ville e case rurali in affitto in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="201" src="http://www.alto-piemonte.it/wp-content/uploads/2012/02/Madrid-300x201.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Madrid" title="Edificio Metropolis" /></p><p><img class="alignleft size-medium wp-image-129" title="Edificio Metropolis" src="http://www.alto-piemonte.it/wp-content/uploads/2012/02/Madrid-300x201.jpg" alt="Madrid" width="300" height="201" /><strong>Madrid è una delle capitali europee in assoluto più ricche di fascino, e sono milioni i turisti che decidono di trascorrere in questa meravigliosa città le proprie vacanze o anche brevi soggiorni. Oltre ai tradizionali hotel, tra le soluzioni più apprezzate per la sistemazione si trovano anche appartamenti, ville e case rurali in affitto in Spagna per le vacanze.</strong></p>
<h2>Partenza Torino, destinazione Madrid</h2>
<p>Una buona fetta dei viaggiatori che si recano nella capitale spagnola proviene dall’Italia, soprattutto centrosettentrionale; ad essere collegate con Madrid sono città come ad esempio Milano, Bologna e Torino. In quest’ultimo caso dallo scalo di Torino Caselle partono ogni giorno voli diretti per la capitale della Spagna, operati da compagnie aeree low cost. Una volta che si è eletta Madrid come destinazione per le proprie vacanze, è opportuno prenotare per tempo il volo aereo, soprattutto in considerazione del fatto che con le linee low cost le tariffe tendono solitamente ad aumentare più ci si avvicina alla data della partenza. Sistemate le questioni relative al volo aereo, viene dunque il momento di pensare alla tipologia di alloggio nella quale soggiornare; oltre ai “soliti” alberghi e bed and breakfast, vale sicuramente la pena prendere in considerazione anche appartamenti, ville e case rurali in affitto in Spagna per le vacanze.</p>
<h2>Soggiornare in appartamenti, ville e case rurali in affitto in Spagna per le vacanze</h2>
<p>Madrid e l’intera Spagna sono destinazioni d’eccellenza per il turismo, pertanto il viaggiatore può trovare qui l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda le opportunità di sistemazione. Per chi è alla ricerca di strutture di fascia elevata non mancano gli hotel a 4 o 5 stelle, mentre numerose sono anche pensioni e posadas. A chi è alla ricerca del low cost si consiglia di valutare la possibilità di alloggiare in <a href="http://www.casaspain.uk.com">appartamenti, ville e case rurali in affitto in Spagna per le vacanze</a>. Queste strutture infatti presentano costi più bassi e possono essere affittate per periodi di tempo variabili. Sono soprattutto le compagnie numerose a prediligere appartamenti, ville e case rurali in affitto in Spagna per le vacanze, dal momento che è possibile dividere le spese fra i partecipanti.</p>
<p>Foto: ottoterremoto &#8211; Fotolia</p>
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		<title>A tutto Parigi: volo diretto da Torino verso la capitale francese</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 10:45:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.alto-piemonte.it/wp-content/uploads/2011/10/Parigi-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Parigi" title="Da Parigi a Torino" /></p>Molto spesso si sente parlare di Torino come della Parigi d’Italia, ma per chi conosce entrambe le città questa similitudine risulta alquanto azzardata. Come dissipare il dubbio? Ovviamente c’è un rimedio a tutto Parigi Torino, volo diretto per vedere con i propri occhi le analogie e le differenze tra le due città. Uno sguardo su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.alto-piemonte.it/wp-content/uploads/2011/10/Parigi-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Parigi" title="Da Parigi a Torino" /></p><p><a href="http://www.alto-piemonte.it/wp-content/uploads/2011/10/Parigi.jpg"><img src="http://www.alto-piemonte.it/wp-content/uploads/2011/10/Parigi-300x200.jpg" alt="Parigi" title="Da Parigi a Torino" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-73" /></a><br />
</br><br />
<strong>Molto spesso si sente parlare di Torino come della Parigi d’Italia, ma per chi conosce entrambe le città questa similitudine risulta alquanto azzardata. Come dissipare il dubbio? Ovviamente c’è un rimedio a tutto Parigi Torino, volo diretto per vedere con i propri occhi le analogie e le differenze tra le due città.</strong></p>
<h2>Uno sguardo su tutto Parigi dalla Tour Eiffel.</h2>
<p>Nel cielo parigino si staglia una figura slanciata che sembra quasi squarciare lo spazio circostante: la Tour Eiffel che con le sue numerose luci cattura gli sguardi e l’attenzione dei numerosi passanti che passeggiano lungo le strade della ville lumière. Emblema della città, la Tour Eiffel trova una degna rivale nel monumento simbolo dell’ex capitale sabauda, la Mole Antonelliana. Uno stridente contrasto tra la struttura metallica francese e quella in muratura torinese. Altra attrazione turistica principale è la Reggia di Versailles che al solo nominarla richiama alla mente, più di <a href="http://www.zingarate.com/francia/parigi/">tutto Parigi</a>. Molti crederanno che non può esserci nulla a Torino che possa confrontarsi con la maestosità di questa architettura, ma si sbagliano, infatti, la città piemontese vanta tra le sue costruzioni l’imponente Reggia di Venaria. Inoltre, camminando per le strade torinesi si ha come la sensazione, a tratti, che la configurazione urbanistica sia la stessa della capitale francese, è quasi come vedere in tutto Parigi, infatti il territorio di entrambe le città è scandito dalla presenza di fiumi (Po e Doria Riparia a Torino, Senna e Canal St. Martin a Parigi) e ponti che determinano un aspetto estetico del paesaggio molto particolare. Parigi e Torino sono inoltre famose per esser due capitali culturali: la prima capitale dell’Illuminismo, la seconda del Risorgimento italiano. L’eredità storica delle due città riecheggia, tra l’altro, nel comportamento dei loro cittadini che sono contornati da un’aurea snob e fiera, essendo, al contempo, sempre cortesi.</p>
<h2>Torino non è Parigi, ma soprattutto Parigi non è Torino</h2>
<p>Le bellezze comuni alle due città non devono trarre in inganno, infatti esse restano comunque ben distinte l’una dall’altra. Ognuna di esse vanta peculiarità proprie che la caratterizzano a livello mondiale e la rendono unica, basti pensare ai prodotti tipici della città francese (dal vino ai formaggi) e a quelli del paniere torinese (vini, salumi e formaggi in primis). Ovviamente sia Torino che Parigi presentano, inoltre, luoghi culturali che rispecchiano appieno le caratteristiche proprie della nazione di appartenenza e quindi differenti tra loro.</p>
<p>Immagine: marchal jeremy &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Itinerari e percorsi enogastronomici: tappa dopo tappa in auto</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 07:55:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piemontese</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prodotti tipici]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari del vino]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari della gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Strade del Vino]]></category>
		<category><![CDATA[Tartufo]]></category>
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		<category><![CDATA[Vino rosso]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="225" src="http://www.alto-piemonte.it/wp-content/uploads/2011/09/Turin-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Scoprire il vino piemontesi in gita, in macchina." title="Torino da sopra." /></p>Il territorio del Piemonte è tutto da scoprire, costellato com’è da città d’arte, bellezze naturali e luoghi di rilevanza storica. Ma il patrimonio unico del Piemonte si estende anche ad una ampia gamma di prodotti enogastronomici che si possono conoscere ed apprezzare grazie alla presenza di itinerari che coniugano l’arte con il sapore, la natura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="225" src="http://www.alto-piemonte.it/wp-content/uploads/2011/09/Turin-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Scoprire il vino piemontesi in gita, in macchina." title="Torino da sopra." /></p><p><a href="http://www.alto-piemonte.it/wp-content/uploads/2011/09/Turin.jpg"><img src="http://www.alto-piemonte.it/wp-content/uploads/2011/09/Turin-300x225.jpg" alt="Scoprire il vino piemontesi in gita, in macchina." title="Torino da sopra." width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-41" /></a><br />
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<strong>Il territorio del Piemonte è tutto da scoprire, costellato com’è da città d’arte, bellezze naturali e luoghi di rilevanza storica. Ma il patrimonio unico del Piemonte si estende anche ad una ampia gamma di prodotti enogastronomici che si possono conoscere ed apprezzare grazie alla presenza di itinerari che coniugano l’arte con il sapore, la natura con il gusto. Questi percorsi si possono scoprite tutto l’anno, magari per un weekend, e se si arriva in aereo o in treno la soluzione ideale è rappresentata dal noleggio auto low cost.</strong><span id="more-39"></span></p>
<h2>Gli itinerari del vino</h2>
<p>Ricco com’è di vini eccellenti e per questo apprezzati in tutto il mondo, il Piemonte è costellato di percorsi incentrati sull’enologia. Come, ad esempio, le Strade del Vino: grazie al <a href="http://www.autonoleggio-online.it/Italia/Autonoleggio-Torino.aspx" target="_blank" >noleggio auto low cost</a> è possibile prelevare una autovettura in una qualsiasi delle città piemontesi e recarsi in Alto Monferrato, sui Colli Tortonesi, nel Monferrato Astigiano, esplorare la Strada del Barolo e dei Grandi Vini di Langa, la Strada Reale dei Vini Torinesi o ancora la Strada del Vino Astesana. Questi itinerari sono facilmente percorribili grazie alla frequente segnaletica che indica anche deviazioni per cantine e vigneti dove si possono scoprire le modalità di produzione dei vini, degustare prodotti tipici locali e usufruire di strutture di accoglienza e ristorazione. </p>
<h2>Gli itinerari della gastronomia</h2>
<p>In Piemonte, e in particolare nella provincia di Asti, in settembre prende inizio la stagione di raccolta del Tartufo Bianco d’Alba o del Monferrato. Un ottimo itinerario per scoprire profumi e sapori di questo pregiatissimo tubero, magari percorrendo le strade con una autovettura fornita da un noleggio auto low cost, parte da Castell’Alfero e prosegue toccando i paesi di Cioccaro di Penango, Grazzano Badoglio, Moncalvo (la “capitale del tartufo bianco”), Cocconato d’Asti (dove si produce un’ottima robiola), Montechiaro d’Asti (sede, in novembre, della fiera regionale del Tartufo Bianco), spingendosi infine verso Alfiano Natta e Montemagno. In ognuno di questi luoghi è possibile gustare le tipicità della cucina piemontese, ottimi vini del territorio e, naturalmente, il pregiatissimo tartufo bianco. Da non perdere anche gli itinerari dedicati al riso piemontese, ai formaggi tipici ed all’ottimo cioccolato gianduia. </p>
<p>Immagine: c &#8211; Fotoliac &#8211; Fotolia</p>
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		<title>La produzione vinicola piemontese: vini rossi</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Aug 2011 13:47:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piemontese</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vini]]></category>
		<category><![CDATA[Barbaresco]]></category>
		<category><![CDATA[Barbera]]></category>
		<category><![CDATA[DOC]]></category>
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		<category><![CDATA[Grattinara]]></category>
		<category><![CDATA[Nebiolo]]></category>
		<category><![CDATA[produzione vinicola piemontese]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="199" src="http://www.alto-piemonte.it/wp-content/uploads/2011/09/wein3-300x199.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Vino rosso del Piemonte." title="Bicchieri di vino al ristorante." /></p>La produzione vinicola piemontese vanta una tradizione ultracentenaria e una gamma particolarmente ampia di vini. Dal rosso al bianco, passando per il rosè e lo spumantino, l’oro del Piemonte nel corso del tempo è diventato famoso in tutto il mondo per la sua varietà oltre che per la qualità testimoniata dalle numerose denominazioni DOC e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="199" src="http://www.alto-piemonte.it/wp-content/uploads/2011/09/wein3-300x199.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Vino rosso del Piemonte." title="Bicchieri di vino al ristorante." /></p><p><strong>La produzione vinicola piemontese vanta una tradizione ultracentenaria e una gamma particolarmente ampia di vini. Dal rosso al bianco, passando per il rosè e lo spumantino, l’oro del Piemonte nel corso del tempo è diventato famoso in tutto il mondo per la sua varietà oltre che per la qualità testimoniata dalle numerose denominazioni DOC e DOCG.</strong><span id="more-34"></span></p>
<h2>I vini rossi</h2>
<p>La produzione piemontese di vino rosso è particolarmente ampia. Molti vini rossi prodotti in Piemonte sono diventati famosi in tutto il mondo. Fra questi Il Barbera, il Nebbiolo e il Barbaresco. Ma questi sono solo alcuni dei grandi nomi del vino rosso piemontese. Il Dolcetto, ad esempio, è un altro rosso piemontese particolarmente apprezzato anche all’estero. In Piemonte si producono fino a sette tipologie diverse di questo vino che hanno contribuito a farne crescere il prestigio. Un vino più ricercato – anche per via della sua produzione limitata – è quello prodotto ai confini con la valle d’Aosta: il Carema. Si tratta di un vino corposo dal sapore molto forte ideale per essere bevuto in qualsiasi occasione. Meno noto al pubblico, invece, è il vino prodotto alle porte di Belluno come il Lessona. Questo vino, esige una lavorazione particolarmente lunga (circa due anni di invecchiamento) e si sposa perfettamente con la tipica cucina piemontese. Il suo sapore forte, infatti, è l’ideale per assorbire le carni bovine o le grattuggiate di tartufo sulla pasta.</p>
<h2>Un rosso nobile: Grattinara</h2>
<p>Un discorso a parte merita il Grattinara. Questo vino, infatti, oltre ad essere famoso almeno quanto il Barolo, ha origini molto antiche. Alcune testimonianze, infatti, farebbero risalire le prime piantagioni di queste viti al XIII; altre; invece, lo vedrebbero appartenere addirittura al II secolo a.C. Una lunga storia che – come accade per molti altri vini piemontesi – spiega anche la straordinaria qualità di questo vino. Un gusto forte mescolato ad un colore dolce che fa del Grattinara un vino amato dalla classe nobile. Secondo la trazione, infatti, anche un collaboratore di Carlo V apprezzò la qualità di questo vino tanto da incitare il popolo alla sua coltivazione.</p>
<p>Illustrazione: Piotr Sikora &#8211; Fotolia</p>
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		<title>La qualità dei ‘bianchi’ made in Piemonte</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 17:38:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piemontese</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vini]]></category>
		<category><![CDATA[Alto Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Chardonnay]]></category>
		<category><![CDATA[Cortese Gavi]]></category>
		<category><![CDATA[Erbaluce di Caluso]]></category>
		<category><![CDATA[Gancia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="226" height="300" src="http://www.alto-piemonte.it/wp-content/uploads/2011/09/weißwein-226x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="I vino bianchi del Piemonte." title="Vino bianco con uva" /></p>Tradizionalmente, la produzione vinicola piemontese è famosa in tutto il mondo per la produzione dei rossi. Meno noti – ma non per questo meno buoni – sono, invece, i vini bianchi prodotti in questa regione. Come nel caso della produzione dei rossi, anche per quanto riguarda i bianchi gli enologi hanno puntato più sulla qualità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="226" height="300" src="http://www.alto-piemonte.it/wp-content/uploads/2011/09/weißwein-226x300.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="I vino bianchi del Piemonte." title="Vino bianco con uva" /></p><p><strong>Tradizionalmente, la produzione vinicola piemontese è famosa in tutto il mondo per la produzione dei rossi. Meno noti – ma non per questo meno buoni – sono, invece, i vini bianchi prodotti in questa regione. Come nel caso della produzione dei rossi, anche per quanto riguarda i bianchi gli enologi hanno puntato più sulla qualità che sulla quantità dei loro prodotti.</strong><span id="more-30"></span></p>
<h2>I vini bianchi</h2>
<p>Fra i vini bianchi piemontesi il più noto, probabilmente, è il Cortese di Gavi. Si tratta di un vino nato recentemente con il preciso obiettivo di soddisfare l’esigente clientela della riviera ligure, desiderosa di sorseggiare, soprattutto nei periodi estivi, qualcosa di fresco e facilmente adattabile alla pesca locale. Si tratta di un vino particolarmente gradevole e non molto pesante, che nell’ultimo decennio, è stato anche prodotto come spumantino. Un vino bianco poco conosciuto, invece, è l’Erbaluce di Caluso: un bianco dal colore giallo forte e dal gusto altrettanto inteso che, proprio per via di queste caratteristiche, si adatta molto bene ai pasti tipici della cucina piemontese. </p>
<h2>La storia nobile dello Chardonnay</h2>
<p>Un discorso a parte va fatto per lo Chardonnay Lange, che rappresenta uno dei primi esperimenti di produzione ‘bianca’ delle viti piemontesi. Le prime viti dello Chardonnay, infatti, furono piantate al XVIII e le prime raccolte ottennero l’approvazione della classe nobiliare piemontese. Non molti sono a conoscenza che proprio dalle viti dello Chardonnay, viene fuori la produzione di uno degli spumanti più bevuti in Italia: il Gancia. Questo bianco non è molto pesante come si evince anche dalla sua colorazione giallina, tendente quasi al bianco. Si tratta di un vino fresco, leggero, quasi spumeggiante che oramai viene venuto tutti i giorni dal momento che si accompagna sia a piatti ricercati, o comunque pesanti (come quelli piemontesi), sia a pietanze più marinare.</p>
<p>Immagine: Pixelspieler &#8211; Fotolia</p>
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